San Marcellino – La memoria storica intesa come baricentro identitario e vettore di riscatto culturale per l’intero Agro Aversano. Si è conclusa nei giorni scorsi, raccogliendo unanime plauso di critica e pubblico, la rassegna espositiva e documentale “Conosciamo i Sagliano”, ospitata nella prestigiosa cornice dell’aula consiliare del Comune di San Marcellino. L’evento, promosso dall’Associazione di promozione sociale “Carmine Adamo” con il patrocinio dell’ente municipale, ha tributato un doveroso omaggio a una dinastia che ha impresso un’impronta indelebile nel tessuto sociale, politico e filantropico del territorio.
Il fulcro della manifestazione, inserita nel cartellone delle celebrazioni patronali, si è snodato lungo un duplice binario: una densa tavola rotonda e una mostra iconografica, quest’ultima impreziosita dalle suggestive tele della pittrice Marina Conson. Al consesso interpretativo hanno preso parte le massime autorità cittadine, tra cui il sindaco Anacleto Colombiano e l’assessore Crescenzo De Marco, affiancati dal magistero spirituale del parroco don Antonio Diana. Di particolare spessore scientifico è risultata la relazione dello storico Ettore Cantile, il quale ha riacceso i riflettori sull’antico lignaggio a seguito di un rigoroso saggio pubblicato nel 2023, scaturito dal fortunato ritrovamento del certificato originale di nascita del cavalier Giacinto Sagliano.
La figura di quest’ultimo incarna l’essenza stessa della filantropia tardo-ottocentesca. Attraverso il celebre testamento pubblico del 1880, rogato dal notaio Errico Masiello, Giacinto Sagliano legò indissolubilmente il proprio destino alla città di Aversa, alienando il proprio ingente patrimonio per l’edificazione della storica casa di riposo, presidio di carità che ancora oggi ne perpetua il mandato morale. L’asse ereditario passò poi al fratello Luigi, futuro sindaco di San Marcellino, a testimonianza di un impegno civile mai disgiunto dal senso delle istituzioni. L’operazione culturale, simboleggiata in catalogo dal ritratto della marchesa Giuseppina Sagliano, non ha rappresentato una mera celebrazione nostalgica, bensì un lucido esercizio di archeologia familiare, indispensabile per consegnare alla modernità il valore delle proprie radici.


