Campania – La bellezza mozzafiato della Costiera Amalfitana è nota in tutto il mondo, ma ora c’è un motivo in più per celebrarla. La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha conferito un riconoscimento di grande prestigio ai limoneti della zona, includendoli nella lista dei “Sistemi di Patrimonio Agricolo di Importanza Globale” (GIAHS). Questo traguardo, raggiunto nell’80° anniversario della FAO, eleva i celebri terrazzamenti al rango di modello internazionale di sostenibilità e tradizione.
La decisione della FAO non premia solo il celebre “Sfusato Amalfitano”, ma l’intero sistema agricolo, scolpito nei secoli dal lavoro di comunità locali. Un sistema che si basa su una gestione del territorio che ha saputo rendere produttivo un paesaggio aspro e impervio, trasformandolo in un’oasi di biodiversità.
Ciò che distingue l’agricoltura amalfitana è l’ingegnosità con cui si è adattata all’ambiente. I terrazzamenti in pietra a secco non sono semplici opere di contenimento, ma un’infrastruttura vitale che previene il dissesto idrogeologico e crea un microclima ideale per la coltivazione. Su questi gradoni di terra, gli alberi di limone sono coltivati sotto pergolati di castagno, una tecnica che massimizza lo spazio e protegge i frutti.
Il lavoro, rigorosamente manuale, è svolto dai “contadini volanti”, un soprannome che evoca la loro straordinaria capacità di muoversi agilmente tra i pendii. La loro arte, tramandata di generazione in generazione, permette di ottenere produzioni elevate, fino a 35 tonnellate per ettaro, senza l’uso di pesticidi chimici. Questo approccio a basso impatto non solo tutela il paesaggio, ma preserva la ricchezza di un ecosistema che ospita oltre 970 specie vegetali.
Il riconoscimento dei limoneti di Amalfi come GIAHS pone l’Italia in una posizione di rilievo, con un totale di tre siti certificati, insieme agli uliveti in Umbria e i vigneti del Soave. Questo successo, come sottolineato dal sindaco di Amalfi, Daniele Milano, è il risultato di anni di impegno e di un’arte sapiente che ha permesso di rendere fertile una terra “potenzialmente inadatta”.
La nomina non è un semplice riconoscimento del passato, ma un invito a proteggere e promuovere queste pratiche agricole per il futuro. Rappresenta un faro per un’agricoltura che non si limita alla produzione, ma che contribuisce alla sicurezza alimentare, alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia di un patrimonio culturale e paesaggistico unico al mondo. È un potente promemoria che la sostenibilità e la tradizione possono convivere, creando un valore che va ben oltre il prodotto finale.
Ultim'ora
- Dov’è Aversa?
- Addio a Carlo Zaccariello: l’infaticabile battagliero per i diritti e presidente della Consulta per i Disabili
- L’Orizzonte Verticale: Fenomenologia del Sacro e il Trionfo dell’Inedito ad Aversa
- Gigacon, parata di stelle a Caserta: da Cristina D’Avena alle leggende del Sol Levante
- Scuole sicure, 3,1 milioni di euro alla Provincia di Caserta: interventi in sette istituti superiori
- Rifiuti trasportati illegalmente nella zona ASI di Teverola: sequestrato un autocarro
- Doposcuola gratuito a Carinaro per l’anno scolastico 2026/2027: requisiti e modalità di iscrizione
- Wake Up Uagliù lancia “Pronti, Lavoro, Via!”: un nuovo percorso di orientamento al lavoro per i giovani
- Vico Equense, al via la chirurgia corneale: già eseguiti 4 trapianti di cornea
- Pignataro Maggiore, revocati i domiciliari a un 36enne: finisce in carcere
- Capua, al museo campano il progetto SUD100 dedicato alle nuove generazioni
- Caro vita, proteste e silenzi: la politica davanti alla rabbia degli italiani
- Villaricca, manifestazione contro il caro vita: cittadini in piazza
- E’ morto Luigi Onorato: lascia la moglie e una figlia di un anno
- Aeroporto di Capodichino chiuso per un intero mese: cosa cambia per i viaggiatori a novembre


