Aversa – La parola scritta che si fa baluardo etico contro la liquefazione della memoria e l’imperante frenesia della modernità. Nella suggestiva cornice storica di Palazzo Rebursa, si è consumato nei giorni scorsi un atteso cenacolo culturale incentrato sulla presentazione di “Il profumo dei sogni”, l’ultima fatica letteraria dello scrittore Fabio Martini. A due anni dal felice riscontro ottenuto con il romanzo “I gradini del tempo”, l’autore torna nell’arena editoriale con una densa raccolta di racconti, edita da L’Inedito Letterario, che si configura sin dalle prime battute come un autentico atto di resistenza culturale.
L’incontro, moderato con acume critico da Domenico Andreozzi, ha offerto una lucida disamina sulle macro-tematiche che innervano le 290 pagine del volume. Nei racconti di Martini, elementi apparentemente antitetici quali l’inquietudine e la speranza, la nostalgia e il rigore analitico, convivono nelle fenditure di un’esistenza indagata senza filtri. L’immaginazione, lungi dall’essere una sterile fuga dalla realtà, viene eletta dall’autore a strumento di custodia identitaria e di affilata coscienza critica, un rallentatore emotivo necessario per assaporare la verità antropologica.
Di assoluto rilievo il manifesto programmatico emerso dal dibattito, che ha visto la casa editrice schierata in una netta e ferma denuncia della mercantilizzazione dell’arte e della poesia, ridotte troppo spesso a meri prodotti di consumo effimero. In controtendenza rispetto alle logiche economiche dominanti, l’operazione si ammanta di un profondo valore solidaristico: l’autore ha infatti devoluto l’intero ricavato delle vendite al sostentamento de L’Inedito Letterario, al fine di finanziare e lanciare nuovi autori indipendenti. Aversa si conferma così laboratorio pulsante di una cultura alta, capace di rivendicare la purezza dell’atto creativo.


