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Mondragone – Il gruppo AMBC in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Secondo il rapporto Csel (Centro studi enti locali) e Adnkronos è in condizione di dissesto, o predissesto, finanziario un comune su 8, precisamente 1.083 su un totale di 8.389: una realtà sulla quale rischia di avere un impatto significativo la sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 29 aprile scorso che ha definito incostituzionali le norme che hanno consentito di spalmare a oltranza (fino a 30 anni) i debiti degli enti locali in difficoltà finanziarie, stabilendo un obbligo di ripiano ravvicinato.

E il comune di Mondragone è uno di questi comuni. Siamo stati gli unici –a suo tempo– a denunciarlo con forza, anche anticipando che avremmo avuto un’altra bocciatura da parte dell’Alta Corte: https://www.giornalenews.it/archives/67375, bocciatura che prontamente è arrivata: http://www.contrastotv.it/mondragone-ambc-diradiamo-le-nebbie- che-avvolgono-un-bilancio-comunale-in-default-e-proposte-finali-sulla-toponomastica/ e che rischia di scatenare un vero e proprio putiferio tra le autonomie locali. Gli enti –e Mondragone tra questi– che avevano fatto ricorso a quelle somme per onorare i propri debiti commerciali, si trovano oggi a misurarsi con un peggioramento dei conti che potrebbe, nei casi più critici, determinare la necessità di avviare un piano di riequilibrio pluriennale.

Secondo l’Anci, che ha sollecitato un intervento della Ministra dell’Interno, sono “circa 1.400 comuni coinvolti nella costituzione del Fondo anticipazione liquidità”, di questi “circa 950 risultano in disavanzo nel 2019, come anche 8 province”. L’oggetto del contendere sono, nello specifico, le modalità con cui i comuni hanno contabilizzato quelle risorse (anticipazioni di liquidità) messe in campo dal “Decreto Sblocca debiti”.

Secondo la Corte costituzionale questo continuo slittamento in avanti della restituzione dei debiti e del rientro di disequilibri finanziari ha di fatto violato principi costituzionalmente garantiti quali la solidarietà intergenerazionale e il pareggio di bilancio. In parole povere – ammoniscono i giudici della Corte – stiamo continuando ad addossare sulle spalle delle future amministrazioni e generazioni, debiti contratti in passato ed è dunque giunto il momento di spezzare questo circolo vizioso.

Da quattro anni (e più) denunciamo lo sfascio del bilancio, l’opacità che accompagna le carte contabili, l’assenza di iniziative per avviare il necessario riequilibrio e lo slittamento in avanti di ingenti debiti che graveranno sulle spalle di chi verrà dopo di noi. Decine di articoli ed appelli con l’obiettivo di sensibilizzare il Consiglio comunale (stante anche la scellerata assenza di un Assessore al Bilancio) a prendere l’iniziativa, togliendola dalle mani del solito “funzionario di lungo corso”: https://www.81034.it/disastro-finanziario-a-mondragone-ancora- dietro-langolo/; http://www.contrastotv.it/mondragone-ambc-fa-tutto-lui-gli-altri-non-servono/ (questi sono solo due dei tantissimi interventi fatti “in solitaria” in questi anni). Quest’ennesima sentenza dell’Alta Corte ha messo in subbuglio tutti i Comuni e allarmato non poco l’Associazione che li rappresenta, mentre il Governo –sotto la spinta di tutti i partiti– sta cercando di trovare una soluzione tampone per evitare il default di centinaia di Enti, soprattutto al Sud. Si sta parlando, intanto, di prorogare ulteriormente la scadenza per l’approvazione del bilancio di previsione. C’è insomma preoccupazione e fermento un po’ dappertutto, meno che da noi (che si conferma un comune dell’“altro mondo”), dove è stato convocato una seduta consiliare per approvare un bilancio confezionato come se nulla fosse accaduto, come se non ci fosse stata alcuna pronuncia della Corte costituzionale. “I Marziani dell’Amministrazione Pacifico, che stanno già sotto botta per l’indagine in corso da parte della Corte dei conti (e sulla quale continuano a tacere), vanno avanti incuranti di tutto e di tutti. Diciamocelo con chiarezza: la condizione attuale del bilancio comunale è di esclusiva responsabilità di chi in ben quattro anni nulla ha fatto per avviare il riequilibrio e (se possibile) il risanamento.

Non si può più girare la testa all’indietro! Sono l’Amministrazione Pacifico ed il suo mentore gli unici responsabili di un bilancio in dissesto. Quindi, ci aspettiamo che le minoranze consiliari di centrodestra di Giovanni Schiappa e di sinistra di Achille Cennami diffidino il Consiglio dall’approvare un bilancio che non considera quanto segnalato dalla Corte dei conti quanto sancito dalle sentenze della Corte costituzionale e, qualora la muta maggioranza di Pacifico dovesse –come è prevedibile– procedere, si presentino davanti alla Procura della Corte dei conti e al Prefetto per denunciare tutto ciò e per annunciare l’impossibilità di esercitare la funzione di Consigliere comunale, anche annunciando le dimissioni di tutti i Consiglieri d’opposizione.”