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Quarto, Capuozzo: “Se non si va subito al voto rischiamo di essere la prossima Grecia”

Quarto – In una nota inviata alla nostra redazione, Rosa Capuozzo dichiara: “È stata definita dal Presidente Conte, la crisi di governo più trasparente. In realtà potremmo invece definirla, la crisi di governo più mediatica e social della storia Repubblicana italiana.

Una crisi di governo che certamente non giova agli italiani, così come poco poteva dare questo Governo formato ormai da separati in casa.  Da una parte la Lega è Salvini, dall’altra un ridimensionato Movimento Cinque Stelle ed il suo Capo Politico: Di Maio.  Non erano e non sono forze di governo compatibili, le loro politiche troppo distanti, talvolta a dir poco contrastanti, con una finanziaria da approvare, ed anche in questo caso, due visioni diverse. Impossibile realizzarla.  La nostra Nazione ha bisogno di un governo forte, che sia rispettato in Europa e che non siano sempre gli italiani a pagare.

Abbiamo in tutti i servizi e tasse, i costi più alti perché siamo la cenerentola d Europa e rischiamo di essere la prossima Grecia.  Bisogna andare subito al voto, gli italiani devono poter scegliere e non subire l’ennesimo governo tecnico o fatto di inciucio politico tra forze politiche, anche in questo caso, contrastanti.  Stare insieme e formare un governo, solo per la paura del voto, coscienti della perdita di consensi, a discapito degli italiani, facendo subire loro, l ennesima manovra finanziaria lacrime e sangue dettata da finti burocrati e salvatori della patria.  I nuovi eletti dovranno prendersi la responsabilità della nuova manovra, scongiurando l’ennesimo salasso per le tasche degli italiani.  È doveroso quindi, non impedire al popolo italiano di poter scegliere e votare.  Il popolo è sovrano, e l’accordo con il PD vuol dire sovvertire la volontà popolare.

E per chi come il movimento ha sempre puntato su una democrazia addirittura partecipata, togliere la possibilità di voto, facendo addirittura un governo coi più acerrimi nemici politici, è davvero una brutta fine.”

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