Azione, il futuro è nei territori: si apre la partita dei giovani under 30

Azione, il futuro è nei territori: si apre la partita dei giovani under 30

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Le dimissioni di Vincenzo Cennamo dal coordinamento regionale degli Under 30 di Azione in Campania segnano l’inizio di una nuova fase per l’organizzazione giovanile del partito di Carlo Calenda. Una fase che non riguarda soltanto la ricerca di un successore, ma che chiama Azione a interrogarsi sul futuro della propria classe dirigente e sul rapporto tra i vertici nazionali e le realtà politiche che operano quotidianamente sui territori.

Azione 17 18 ottobre 20263

Dopo quasi due anni alla guida dei giovani del partito, incarico assunto nel novembre 2024, si apre dunque una nuova partita. La questione centrale sarà capire quale direzione dare all’organizzazione e, soprattutto, come trasformare la partecipazione dei giovani in una concreta possibilità di incidere nelle scelte politiche.

È una difficoltà che attraversa molte realtà partitiche: si parla spesso di ricambio generazionale e di valorizzazione delle nuove energie, ma non sempre a queste ultime vengono riconosciuti autonomia, responsabilità e adeguati spazi di iniziativa. Un tema particolarmente significativo per Azione, che ha costruito parte della propria identità sulla competenza, sulla preparazione e sulla valorizzazione del merito.

La prossima nomina, pertanto, avrà un peso che va oltre la dimensione organizzativa. Il nuovo coordinatore regionale dovrà essere in grado di ricomporre le diverse esperienze provinciali, assicurare stabilità alla struttura e instaurare un rapporto costruttivo con i livelli nazionali del partito.

In Campania non mancano personalità che, pur con percorsi differenti, hanno dimostrato di poter rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni.

Tra queste c’è Luigi Esposito, presidente del Consiglio comunale di Caivano, protagonista di un percorso amministrativo di rilievo nell’area napoletana. I suoi 31 anni, tuttavia, lo pongono al di fuori del limite anagrafico previsto per l’organizzazione Under 30.

Una condizione simile riguarda Susy Terracciano, consigliera comunale di Calvizzano e responsabile metropolitana degli Under 30 di Azione a Napoli. A 32 anni, resta una figura importante sul piano politico e organizzativo, ma non rientra più nella fascia d’età interessata dalla successione.

Tra i profili anagraficamente compatibili figura invece Anastasia Katsivelos, 29 anni, consigliera comunale di Giugliano in Campania. Entrata in Azione nel 2025, ha affiancato al percorso politico un’esperienza amministrativa che le ha consentito di acquisire visibilità anche fuori dai confini regionali. A rafforzarne il profilo è stata anche la selezione tra i sessanta Under 30 individuati da L’Espresso come giovani protagonisti della politica italiana. Rimane, tuttavia, una militanza relativamente recente all’interno del partito, un aspetto da considerare rispetto alla complessità di un incarico che richiede il coordinamento di un’intera struttura regionale.

In questo scenario si inserisce il nome di Giovanni Musto, che presenta caratteristiche particolarmente interessanti in vista della nuova fase.

Venticinque anni, Musto ha iniziato il proprio percorso politico a Villa Literno, dove ha ricoperto in giovane età prima l’incarico di assessore e successivamente quello di consigliere comunale. Nel 2023 è entrato in Azione, assumendo il coordinamento cittadino, fino a raggiungere la responsabilità provinciale degli Under 30 nella provincia di Caserta.

Un’esperienza che gli ha permesso di sviluppare una conoscenza diretta delle istituzioni locali e, parallelamente, di maturare competenze nell’organizzazione politica. Due dimensioni che si aggiungono a un dato anagrafico che gli consentirebbe di assicurare continuità alla guida del movimento giovanile.

Per dirigere un’organizzazione regionale, infatti, non basta avere visibilità o capacità di aggregare consenso. Occorrono conoscenza dei territori, capacità di costruire rapporti tra le diverse realtà locali, attenzione alle dinamiche interne e, soprattutto, la volontà di trasformare le energie disponibili in iniziativa politica.

Il percorso di Musto sembra rispondere a queste esigenze. La sua esperienza amministrativa precede l’ingresso nella struttura di Azione, mentre il successivo impegno nel partito gli ha consentito di assumere responsabilità crescenti. Anche il riconoscimento ottenuto attraverso la selezione tra i sessanta Under 30 de L’Espresso contribuisce a delineare un profilo che unisce attività istituzionale e partecipazione politica.

Naturalmente, aver maturato esperienza amministrativa e organizzativa non significa possedere automaticamente tutte le caratteristiche necessarie per guidare una struttura regionale. Un coordinatore deve saper ascoltare, mediare tra posizioni differenti e costruire una sintesi capace di rappresentare l’intero territorio. Tuttavia, la combinazione tra esperienza nelle istituzioni, militanza e conoscenza dell’organizzazione rende Musto uno dei nomi più accreditati da osservare in questa fase.

Rimane, però, una questione di fondo che non può essere risolta attraverso la sola individuazione di un nuovo coordinatore. Le dimissioni di Cennamo riportano al centro il tema del rapporto tra l’organizzazione giovanile e la struttura nazionale. Chi assumerà la guida degli Under 30 dovrà poter contare su un’interlocuzione costante con i vertici del partito e, soprattutto, su una reale autonomia nell’elaborazione e nella promozione delle iniziative politiche.

In caso contrario, il rischio sarebbe quello di limitarsi a un semplice cambio al vertice, lasciando irrisolte le difficoltà organizzative e politiche che hanno accompagnato la precedente fase.

La successione diventa così un passaggio significativo per il futuro di Azione in Campania. Investire sui giovani non può significare soltanto affidare loro incarichi o riconoscere formalmente il valore del ricambio generazionale. Significa permettere a chi ha costruito un percorso politico e amministrativo di assumersi responsabilità, contribuire alle decisioni e partecipare concretamente alla crescita del partito.

Tra i profili emersi, Giovanni Musto sembra poter rappresentare un punto di equilibrio tra esperienza, appartenenza e prospettiva generazionale. Un percorso già maturato sul territorio, che potrebbe rivelarsi utile per dare nuovo impulso e una maggiore organizzazione alla presenza degli Under 30 in Campania.

La decisione dei prossimi mesi sarà quindi indicativa non soltanto del nome scelto per il coordinamento regionale, ma anche dell’idea di partito che Azione vorrà costruire. La vera sfida non sarà semplicemente trovare un successore a Cennamo, ma trasformare questo passaggio in un’occasione per rafforzare il radicamento territoriale e dare spazio a una nuova generazione politica.

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