Campania – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha avanzato richiesta di arresto nei confronti di Giovanni Zannini, consigliere regionale in quota Forza Italia, al centro di una complessa inchiesta per presunti reati di corruzione e concussione. La richiesta – motivata dagli elementi raccolti dagli inquirenti – si inserisce in una più ampia attività investigativa coordinata dalla procura sammaritana.
Nell’ambito della medesima indagine, il pubblico ministero ha proposto anche l’adozione del divieto di dimora nei confronti degli imprenditori P. e L. G., padre e figlio, titolari di un’azienda di Castel Volturno (Caserta) specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e dei suoi derivati.
Secondo l’accusa, Zannini avrebbe beneficiato di favori da parte di imprenditori in cambio della sua intercessione presso uffici regionali e amministrazioni locali per risolvere questioni burocratiche e ottenere autorizzazioni su progetti imprenditoriali.
La Procura contesta a Zannini – eletto nuovamente al Consiglio regionale alle elezioni di novembre – di essersi attivato per agevolare gli interessi economici dei G. e di altri imprenditori, ricevendo in cambio vantaggi personali.
Come previsto dalla Legge Nordio sulle misure cautelari, il GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dovrà decidere sull’adozione delle misure proposte solo dopo aver ascoltato gli indagati. Giovanni Zannini, insieme agli imprenditori, comparirà per l’interrogatorio fissato per il 4 febbraio, data in cui il giudice valuterà anche l’applicazione dell’arresto o di altre restrizioni.
L’indagine della Procura campana, che ha già portato a perquisizioni e sequestri, ipotizza l’esistenza di un sistema di rapporti tra politici e imprenditori finalizzato alla gestione di appalti e concessioni. Gli inquirenti sostengono che alcuni favori siano stati materialmente offerti in cambio di interventi politici e amministrativi, anche attraverso generose regalie.



