Al Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, la terapia della malattia di Parkinson entra in una nuova era. Trent’anni fa, il 25 giugno 1996 fu eseguito il primo impianto italiano di stimolazione celebrale profonda (DBS). Invece, oggi, con le innovazioni tecnologiche, il Gemelli si classifica tra i primi centri leader nell’impiego della DBS “intelligente”, capace di leggere in tempo reale l’attività elettrica cerebrale e adattare la stimolazione ai bisogni dei pazienti.
Grazie a tecniche neurologiche meno invasive, ad imaging ad alta risoluzione, ad elettrodi direzionali e a software di ricostruzione 3D guidati dall’intelligenza artificiale, si ottengono interventi sempre più precisi e personalizzati.
Tuttavia, la vera innovazione risiede nelle ricerche sulle mutazioni dei geni GBA1 e LRRK2 e sugli studi dell’alfa-sinucleina. Infatti, anticorpi monoclonali e piccole molecole mirano a intervenire sui meccanismi alla base della neurodegenerazione, con l’obiettivo di modificare il decorso della malattia.


