La seconda annualità del progetto University Corridors for Refugees – Corridoi universitari per studenti rifugiati (UNI-CO-RE) ha l’obiettivo di sostenere l’arrivo in Italia di 20 studenti rifugiati, attualmente in Etiopia, dando loro l’opportunità di proseguire gli studi, grazie a delle borse di studio, frequentando un biennio di specializzazione magistrale.
Il progetto UNI-CO-RE figura tra le attività di Unibo for Refugees, progetto dell’Università di Bologna pensato per creare forme di integrazione per gli studenti costretti a interrompere il proprio percorso formativo, perché perseguitati o in fuga da zone di guerra.
Il progetto pilota del 2019 ha permesso a cinque studenti, scappati dalla dittatura in Eritrea, di studiare in due università bolognesi.
UNI-CO-RE è solo un piccolo pezzo di un’ampia azione di creazione e sostegno di canali di immigrazione regolare per rifugiati e migranti vulnerabili. Hanno aderito al protocollo d’intesa il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity.
Undici, invece, le università coinvolte, Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.
Gli atenei, anche grazie al supporto di una rete di partner locali, assicureranno tutto il necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale di due anni e integrarsi nella vita universitaria. Gli studenti saranno selezionati da comitati di esperti individuati da ciascuna università, attraverso un bando pubblico, sulla base del merito accademico e della motivazione.
“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’struzione” ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dellUNHCR per l’talia, la Santa Sede e San Marino. “Il livello di istruzione superiore la situazione drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni.”
Entro il 2030 l’UNHCR si è posta l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi, soprattutto attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure, dando il giusto ascolto ai bisogni specifici e alle legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire un futuro in dignità.
Giovanni D’Errico
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