Hawa Abdi, ginecologa, laureata in legge e nota attivista somala per i diritti umani, è morta all’età di 73 anni, dopo una breve malattia.
Mama Hawa era molto conosciuta per il suo impegno in campo medico ed umanitario, in trent’anni segnati da carestie e guerre, ha dato rifugio e assistenza, in Somalia, a oltre 90.000 rifugiati.
Il tutto è iniziato nel 1983, con un piccolo ambulatorio vicino a Mogadiscio, per arrivare a creare e gestire l’Hawa Abdi Village, una vera e propria città che ha accolto migliaia di persone, nella quale sorge un ospedale con 400 posti.
La Fondazione Hawa Abdi, gestita dalle sue due figlie, Deqo e Amina, avrà il compito di portare avanti i suoi progetti, realizzando quello che è stato ribattezzato “Hope Village “ (Villaggio della Speranza), per famiglie in difficoltà e profughi, che vuole anche essere un nuovo modello di sviluppo sostenibile.
Il suo lavoro è stato supportato da moltissimi donatori e tra i suoi maggiori sostenitori c’era Angelina Jolie, incontrata nel 2012 in veste ambasciatrice Onu per l’Alta Commissione per i Rifugiati, divenuta una delle più importanti narratrici della sua storia e suo sponsor per la candidatura al Nobel per la Pace.

Nata nel 1947 a Mogadiscio, Mama Hawa cresce in Somalia e decide di diventare medico dopo aver visto morire la madre per le complicazioni legate al parto della sorella.
Dopo aver studiato medicina a Kiev grazie a una borsa di studio dell’Unione Sovietica, è la prima ginecologa donna del Paese e tra le poche ad aver conseguito due lauree (medicina e giurisprudenza), apre l’ambulatorio ginecologico nella fattoria di famiglia e dal 1983 diventa un punto di riferimento per le donne delle campagne e i loro bambini. Riesce anche ad avere la concessione dal dittatore Siad Barre in persona per la costruzione di una sala operatoria per i parti cesari. Nel 1991, quando scoppia la guerra civile, crea un campo profughi, il più grande della Somalia. Rimane sempre in prima linea nella difesa e protezione dei rifugiati, nonostante minacce e arresti.
Nel 2010 viene nominata donna dell’anno dalla rivista Glamour insieme alle due figlie Amina e Deqo.
Nel 2012 riceve il BET Humanitarian Award.
L’11 settembre 2015, in occasione del Pilosio Building Peace Award, Sharon Stone, madrina d’eccezione del premio, consegnandole il riconoscimento la definisce “un eroe dei nostri tempi”, una donna a cui guardare per costruire un futuro migliore per il nostro Pianeta.
Giovanni D’Errico
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