Posted on

Mondragone – Archiviata questa difficile e anomala campagna elettorale, acquisiti vinti e vincitori e superata la “sbornia da voto” siamo costretti a tornare con i piedi per terra, a scoprire che nulla è cambiato (e che forse nulla cambierà) e che dei gravi problemi che ci affliggono nessuno continua ad occuparsi.

Non è passato molto tempo dalla mini zona rossa dei cosiddetti Palazzi Cirio andata in onda su tutti i Tg e arrivata addirittura oltreconfine, eppure nessuno sembra più accorgersi che  i problemi di quel sito sono ancora tutti là e che tutto ciò che accompagna le migrazioni incontrollate in termini di sicurezza, di sfruttamento e legalità è ancora presente in quell’area come in tutta la città e il litotale domitio. E non ci risulta che qualcuno- dopo le tante chiacchiere fatte nei giorni della minizona rossa degli ex Palazzi Cirio- stia studiando cosa fare, si stia impegnando a progettare qualche concreto intervento di miglioramento e di superamento delle criticità sociali e sanitarie che furono sciorinate in lungo ed in largo in quel triste frangente.

Con un’ennesima ordinanza del presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ci è fatto obbligo di indossare la mascherina all’aperto h24, ma basta farsi quattro passi per la città per osservare che tantissimi cittadini non la indossano, che continuano ad esserci assembramenti, che tanti giovani e giovanissimi- immigrati e non- se ne fottono di regole e prescrizioni, che alcun controllo sembra essere in atto per far sì che le regole vengano rispettate.  De Luca si è precipitato a Roma per chiedere al Viminale di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine (esercito) sul territorio. E la Ministra Lamorgese ha scritto ai Prefetti affinché si attivino in tal senso. Qualcosa potrebbero fare i Vigili Urbani, ma il loro comandante, il sig. Bonuglia, preso com’è dalle determine per asfaltare le strade (in qualche caso “a sanatoria”) e per completare i lavori presso la nuova sede della polizia locale (un’altra struttura scippata impunemente alle attività didattiche), non riesce probabilmente a trovare il tempo per organizzare un po’ di controllo sul territorio finalizzato a far rispettare l’ordinanza regionale.

Molti amici ci hanno chiesto in questi giorni: ma perché Bonuglia deve determinare questioni che attengono ai lavori pubblici e, quindi, a tutt’altra area? Che ci azzecca Bonuglia con il rifacimento dei manti stradali? Domande inutili, cari amici: abbiamo già detto tante altre volte che il comune di Mondragone è da tempo una “nave sanza nocchiere in gran tempesta” e che dobbiamo solo pazientare che questa nave arrivi all’iceberg. Una nave alla deriva il cui timone è in mano a qualche apicale che fa il “bello e il cattivo tempo”, arrivando a liquidare ad un dipendente in quiescenza quasi 10mila euro per ferie non godute (nulla osta per quelle maturate nel 2020 e che per l’emergenza Covid 19 non è stato possibile usufruire, ma quelle precedenti al 2020 perché non sono state usufruite?). Le ordinanze non sono altro che le nuove “foglie di fico” dietro cui un potere incapace cerca di celare  la propria inadeguatezza. D’altra parte la nostra città non è nuova a mettersi le ordinanze sotto i piedi, sbeffeggiando chi dovrebbe -per responsabilità- provvedere al loro rispetto. Vogliamo fare l’esempio dell’ordinanza del Sindaco che vieta l’utilizzo dei fuochi d’artificio?