Lusciano – La città prova a mettere nero su bianco il proprio impegno per il futuro sanitario dell’agro aversano. Al centro dell’iniziativa c’è la realizzazione del Polo Oncologico Pubblico presso l’ex Ospedale Psichiatrico “La Maddalena” di Aversa, un progetto che punta a rafforzare sul territorio la rete della prevenzione, della diagnosi e della cura delle patologie oncologiche.
A spingere affinché anche il Comune di Lusciano assuma una posizione formale sono la consigliera comunale Brunitto, il già consigliere comunale Luciano Vasta, le associazioni del territorio e una rete di realtà che da tempo sostiene il progetto. L’obiettivo è arrivare a una deliberazione del Consiglio comunale che impegni l’Amministrazione a chiedere alla Regione Campania e al Governo il finanziamento dell’opera e il suo inserimento nella programmazione sanitaria.
Una richiesta che si inserisce in un percorso istituzionale già avviato. In Consiglio regionale è stata infatti approvata una mozione promossa dal consigliere regionale Marco Villano, mentre alla Camera dei Deputati è stato presentato un Ordine del Giorno, del quale è primo firmatario l’onorevole Stefano Graziano.
«Siamo contenti che anche il Consiglio comunale di Lusciano possa deliberare in questa direzione – dichiara Marco Villano –. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i consiglieri per questa importante presa di posizione. Passare dalle parole ai fatti significa costruire, insieme, una risposta concreta alle esigenze sanitarie del nostro territorio».
Ed è proprio il passaggio dalle dichiarazioni agli atti formali il punto sul quale insistono Brunitto e Vasta. «Questa iniziativa non nasce oggi e non vogliamo che venga ridotta a una semplice dichiarazione di intenti – spiegano –. Siamo stati coinvolti sin dalle prime fasi di questo percorso e abbiamo scelto di portarlo anche all’interno delle istituzioni del nostro Comune, perché Lusciano non può restare spettatore quando si parla del futuro sanitario del nostro territorio».
Il progetto, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare un tassello strategico della programmazione sanitaria regionale, con strutture e servizi in grado di ridurre la distanza tra i cittadini e le cure specialistiche. Tra gli elementi indicati c’è anche la dotazione di tecnologie diagnostiche avanzate, come la PET/TC, insieme a servizi integrati destinati ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.
«L’obiettivo – aggiungono Brunitto e Vasta – è impegnare formalmente l’Amministrazione affinché questa struttura possa assumere un ruolo centrale nella programmazione regionale».
Un percorso che, sottolineano i promotori, attraversa diversi livelli istituzionali e territoriali e che vede il coinvolgimento di associazioni e cittadini. «Ringraziamo l’onorevole Stefano Graziano e il consigliere regionale Marco Villano – aggiungono – per averci coinvolti fin dall’inizio e per la costante attenzione riservata al nostro territorio».
Il messaggio finale è netto: sulla sanità, sostengono Brunitto e Vasta, il territorio deve assumersi le proprie responsabilità.
«Quando una battaglia riguarda la salute non ci sono primogeniture da rivendicare né colori politici da esibire. Ci sono responsabilità da assumere. Noi faremo la nostra parte, affinché anche Lusciano faccia formalmente la propria».
E la chiusura torna al punto di partenza, quello che dà il senso all’intera iniziativa: trasformare una terra troppo spesso associata all’emergenza ambientale in un territorio capace di investire concretamente nella salute.
«La salute non può essere soltanto una promessa: deve diventare una scelta concreta».
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